Un estratto dell'intervento di Roberto Vannacci nell'incontro di ieri
- Mauro Labellarte
- 17 lug 2025
- Tempo di lettura: 5 min
"Qualcuno che non si doveva considerare normale"
è stata considerata offensiva e per quella frase il sottoscritto si è preso un esposto a 104 procure diverse. Quindi pensate un poco sino dove si può arrivare nel considerare offensivo ciò che è offensivo non può essere. Perché chi avesse letto il libro e lo avesse letto completamente, senza basarsi solamente su alcune frasi estrapolate e diffuse sui giornali

giusto per deriderne l'autore o per far passare messaggi falsificanti e falsi avrebbe scoperto che prima di pronunciare e scrivere quella frase io passo più o meno tre o quattro pagine a spiegare che cos'è la normalità, a spiegare che cos'è la naturalità e a far capire che normale non vuol dire né giusto né sbagliato, non vuol dire né buono né cattivo. Non è la normalità che si occupa di queste accezioni ma è l'etica o la morale. La normalità si occupa solamente di statistica ovvero è la statistica che decide che cosa è normale e che cosa non sia normale e lo vediamo dalla definizione stessa della normalità che chiunque di voi può andare a cercare sul vocabolario. È normale ciò che è consuetudinario, ciò che attiene a una norma e quindi attiene a dei principi che vengono stabiliti nell'ambito della scienza, della fisica sono principi e leggi fisiche e nell'ambito della società sono principi sociali. Faccio un esempio molto banale mangiare foglie di palma in Europa potrebbe non essere considerato normale ammesso che siano commestibili. Mangiare foglie di palma magari in Africa potrebbe essere una cosa assolutamente consuetudinaria e assolutamente normale e ciò non definisce se mangiare foglie di palma sia giusto, sia sbagliato, sia bene o sia male. Quindi è una cosa semplicissima, una cosa che sino a poco tempo fa era accettata senza nessun problema ma da quando è penetrato il pensiero unico il semplice concetto di riferirsi a delle circostanze che siano argomentate da un punto di vista logico, da un punto di vista razionale, diventa un pericolo perché il pensiero unico invece vuole imporre quelle che sono le proprie convinzioni in maniera dogmatica, in maniera autoritaria. Non è giusto quello che viene dimostrato in maniera razionale e logica ma è giusto solo quello che impongo io con questo mio criterio del pensiero unico e quindi la normalità vista in una determinata accezione viene considerata o sbagliata o giusta, cosa che è una cosa totalmente erronea, che esula da quello che è il significato stesso della parola normale e che si inquadra invece in una procedura impositoria di questo pensiero unico che non viene riferito solamente al modo di esprimersi ma il pensiero unico permea tutti gli aspetti della società e cerca di modificare il comportamento delle persone cercando di inserirle all'interno di quell'unica corrente che viene considerata come ricevibile ed accettabile. Ecco perché ha avuto così tanto scalpore quella frase e è tuttora a scalpore il fatto di parlare di normalità o di non normalità, anche perché molto spesso ci sono alcune manifestazioni che non sono per niente normali, nel senso che non sono consuetudinarie e che non sono attinenti a una norma che invece qualcuno vorrebbe imporci come normale, qualcuno vorrebbe imporci come obbligatoriamente da riceversi come se fossero consuetudinarie e invece non lo sono e la statistica ce lo dice in maniera chiara. Quindi questo è la diatriba che c'è tra il pensiero unico e la realtà e quelli che alcuni vorrebbero che prevalesse sulla realtà ovvero la percezione e il pensiero unico proprio questo ma vuole imporre che la percezione possa prevalere sulla realtà. Non è vero quello che vediamo ogni giorno, quello che possiamo constatare con i nostri sensi, quello che possiamo anche desumere tramite ragionamenti razionali ma su questa verità prevale la verità percepibile e pensateci per esempio io ne ho fatto tanti gli esempi su questo aspetto ma quello che più diciamo è assunto all'onore delle cronache è l'ideologia di genere. Ormai è diventato quasi universalmente accettato che una persona possa decidere in maniera arbitraria qual è il proprio tra virgolette genere ovvero io mi sveglio domani mattina e decido che sono una donna e tutti voi invece di chiamarmi Roberto vi dovete chiamare per esempio Eleonora e questo non sarebbe nulla di male ma poi ho anche il diritto di andare nel bagno delle donne e magari se mi scappa l'idea di fare una gara sportiva la devo fare insieme alle donne perché quello che conta non è la realtà vera ovvero il fatto che io sia un uomo a tutti gli effetti ma deve prevalere su questa realtà la percezione ovvero la mia percezione come mi percepisco e tutti ci devono accettare per questa mia percezione quindi viene imposta la società e chiunque si rifiuti di accettare questa percezione viene automaticamente escluso con un meccanismo che è quello che io chiamo dell'epiteto squalificante. Quella persona che non accetta questa percezione diventa immediatamente un uomo. Poi subito dopo diventa un rassista subito dopo diventa un fascista e poi non c'entra nulla ma chi fa bene diventa pure un'antifascista. Perciò è giusto metterlo da parte e soprattutto togliergli quella dignità di interlocutore e se l'unico funziona in questa maniera la normalità c'è esiste e oggi vi dico anche che siccome quella frase era riferita agli omosessuali contro cui io non ho nulla assolutamente nulla ognuno decide quello che fa e dei propri gusti e del proprio orientamento sessuale ma quando si parla di numeri si parla di numeri. Io avevo fatto un discorso molto articolato spiegando che cos'è la normalità spiegandole in maniera statistica e tirando fuori una statistica dell'Istituto Nazionale di Statistica della Gran Bretagna dal quale scaturiva che chi non si riconosce nell'eterosessualità erano solamente il 3,4 per cento della popolazione presa a campione da quelle indagini dicevo vedete visto che siete una parte marginale della società non potete considerarvi normali perché la normalità nella società è l'eterosessualità quindi non aveva nulla di discriminatorio ma era solo una constatazione puramente statistica allora dovete sapere che l'omosessualità è considerata anormale dagli stessi omosessuali perché la definizione universalmente riconosciuta di omosessualità è la variante non patologica dell'orientamento sessuale e qual è la definizione di variante è quella scostamento da quello che è considerato invece normale da una norma che è considerato normale quindi parlando di variante si parla di scostamento da un comportamento che invece è considerato normale quindi loro stessi si definiscono come persone che sono una variante di un comportamento normale però se qualcuno parla di normalità qualcuno cerca di accampare un'eventuale offesa o un'eventuale parola che non avrebbe dovuto essere pronunciata senza contare il fatto che se parlando di normalità noi ci riferissimo a qualsiasi altra circostanza o fatti specie nessuno si offenderebbe se io dicessi cari idraulici non siete normali non è che gli idraulici domani insorbono o dicessi cari professori non siete normali nessun professore insorgerebbe però quando ci si riferisce a una determinata categoria di persone che si sente privilegiata e nei confronti dei quali non si può proferire alcuna parola perché ormai sono considerate una categoria che debba essere protetta un po' come in manda succede quello che è successo dopo che io ho pubblicato il libro meno male che invece dopo tanta fatica e dopo aver ripetuto tante volte la stessa cosa probabilmente il concetto di normalità quello vero quello che viene applicato sia nella semantica ma anche nella scienza nella chimica pensate che il concetto di normalità esiste anche in chimica ecco è ritornato in superficie e meno male che tantissime persone che voi iniziate una dimostrazione sono concordi con questo concetto estremamente puro semplice e totalmente scollegato invece dal mondo della moralità a cui si riferisce la normalità di cui parlavo






